Effetto domino | Crisi a catena
Per effetto domino, si intende l’oggettiva e dimostrabile incapacità di aziende, in particolare di quelle labour-intensive, di sostenere le perdite su crediti subite nell’ambito di piani di ristrutturazione.
Oltre al rispetto formale del trattamento non deteriore (ex artt. 47 e 87), serve un’analisi della sostenibilità reale delle perdite per i creditori che rischiano il fallimento. In questa prospettiva, andrebbero considerate forme di contributo alla ripresa o ristoro diversificato, che vadano oltre il semplice riconoscimento della quota di attivo, per tutelare la continuità dell’intero sistema economico e ridurre i danni all’Erario.
Oltre all’analisi del trattamento non deteriore, si ritiene opportuno verificare in che misura è oggettivamente sostenibile la perdita generata da ”crisi altrui” per i creditori maggiormente esposti e la cui continuità aziendale potrebbe risultare pregiudicata dall’omologazione del piano, valutando modalità di ristoro o compartecipazione al risanamento diverse dal mero riconoscimento della porzione di attivo assegnata ai chirografi. Ruolo a cui sono relegate imprese che, in diversi casi, hanno dato fiducia all’impresa in crisi aumentando la propria esposizione nel tentativo di contribuire alla ripresa.